Tag: elvira vannini

L’arte femminista non è un brand Dior

Tutto è iniziato con «We Should All Be Feminists» la t-shirt griffata Dior, in edizione limitata e venduta alla “modica” cifra di 620 euro. Chi la indossa? Attrici, dive e influencer; ora anche curatrici, artiste e figure del mondo dell’arte. Una strategia di marketing, avviata…

Geopolitiche curatoriali: Geeta Kapur tra mondi agonistici

Pubblichiamo un estratto del testo Curating across Agonistic Worlds di Geeta Kapur, la più autorevole storica dell’arte, critica e curatrice indiana, tratto dall’antologia Utopian Display. Geopolitiche curatoriali, a cura di Marco Scotini, primo libro di una collana editoriale promossa da NABA e pubblicata da Quodlibet.…

Introduzione ai femminismi

«quelle di noi che stanno fuori dal cerchio della definizione di donna accettabile data da questa società; quelle di noi che si sono forgiate nella mescolanza della differenza – quelle di noi che sono povere, che sono lesbiche, che sono nere, che sono più vecchie…

Otto tesi sulla rivoluzione femminista, di Verónica Gago

«Tiemblan los Chicago Boys. Aguanta el movimiento feminista» (Graffiti all’Università Cattolica del Cile, 2018)   In che senso il movimento femminista contemporaneo – nella molteplicità delle lotte a cui partecipa e che sta conducendo oggi – esprime una dinamica anti-neoliberista dal basso? In che modo…

Notes from the radical whirlwind

EDITORIALE di Elvira Vannini.   ……zzzz……… Qui è Ulrike Meinhof che parla agli abitanti della Terra. Dovete rendere pubblica la vostra morte. La notte del 9 maggio 1976, in una cella d’isolamento speciale della prigione di Stammheim dove, in attesa della sentenza, mi trovavo rinchiusa…

The Smurfette Principle*

«Art of course has not sex. But artists do». Lucy R. Lippard, c.7,500, 1973. «La differenza della donna sono millenni di assenza dalla storia […] L’uguaglianza è quanto si offre ai colonizzati sul piano delle leggi e dei diritti. E quanto si impone loro sul…

Dear Harald Szeemann: Who the hell are you calling a whore?*

“Affinché l’arte femminista e la rivoluzione femminista abbiano la priorità […], le esposizioni dovrebbero dare la massima visibilità alle artiste […] e offrire speciali opportunità di visibilità ai gruppi minoritari all’interno della comunità femminile” [i] Il 3 luglio del 1972, Lucy R. Lippard inviava una…

Le retoriche di Manifesta. (Un)pinning the butterfly

“Come è possibile tacere, censurare o cancellare i soggetti e gli oggetti che raccontano la costellazione dei rapporti economici, politici e di potere che manovrano la macchina espositiva?” Nel 1923 Aby Warburg annotava, nei diari medici del sanatorio, la visione di una ninfa che in…

The actors can’t act and the public can’t think*

«il tempo scorre, e se così non fosse, sarebbe una brutta prospettiva per coloro che non siedono ai tavoli d’oro». «perché le cose sono come sono, le cose non rimarranno come sono». Bertolt Brecht   Le  due audioguide (composizioni sonore, performative e teatrali) costituiscono un…