Categoria: revisiting exhibitions

Notes from the radical whirlwind

EDITORIALE di Elvira Vannini.   ……zzzz……… Qui è Ulrike Meinhof che parla agli abitanti della Terra. Dovete rendere pubblica la vostra morte. La notte del 9 maggio 1976, in una cella d’isolamento speciale della prigione di Stammheim dove, in attesa della sentenza, mi trovavo rinchiusa…

Birgit Jürgenssen. Unleashing the female body

di Luise von Nobbe. «All’inizio degli anni Settanta, in Austria, il movimento femminista prende piede. Alcune di noi si sono impegnate in questo fin dalla fase iniziale e parlavano del bisogno di presentare artiste nelle gallerie molto più frequentemente. Poi alcune di queste donne sono…

Il soggetto femminista: imprevisto e disobbediente

«Fuggo le femministe-artiste (e viceversa): con l’alibi di potenziare l’espressione femminile mettono a profitto gli spunti esistenziali delle donne nel solo campo dove alligna il profitto, la cultura maschile, e tradiscono le compagne che non accettano di vendersi in cambio dell’identità sociale. Così, come femministe,…

C’est une époque qui se termine*

di Paolo Emilio Antognoli. Da qualche tempo raccolgo le mie annotazioni edite e inedite dalla fine anni novanta agli anni zero. Le rileggo come fossero di un altro. Gli eventi dell’ultimo decennio, fra crisi economiche, conflitti e rivoluzioni colorate, ci hanno costretti al cambiamento, a…

Evadere dal palcoscenico per distruggere le carceri

di Autonomia Artistica. Dal Living Theatre alle proteste nelle carceri italiane quando la teoria diviene prassi.   Quando nel 1947 Judith Malina e Julian Beck si recarono nell’appartamento dell’artista visivo newyorkese Robert Edmond Jones per esporre la loro idea di teatro, rimasero delusi dalla proposta…

Womanhouse is not a home

«Il matrimonio è un contratto di lavoro», Christine Delphy. «Il ruolo della casalinga è un ruolo di famiglia, si tratta di un ruolo femminile. Eppure è un lavoro», Ann Oakley.   Il 30 gennaio 1972 inaugurava la WOMANHOUSE: un display femminista, uno spazio performativo e…

Let them be luxury goods #2

di Giulia Carletti. Spunti per una ricerca sull’influenza a breve termine del “campo economico” sull’autonomia relativa del “campo della cultura” I disegni sono di Dan Perjovschi. PARTE II   Ora, dopo aver riportato tramite vari studi [Let them be luxury good #1] un successo della…

Dear Harald Szeemann: Who the hell are you calling a whore?*

“Affinché l’arte femminista e la rivoluzione femminista abbiano la priorità […], le esposizioni dovrebbero dare la massima visibilità alle artiste […] e offrire speciali opportunità di visibilità ai gruppi minoritari all’interno della comunità femminile” [i] Il 3 luglio del 1972, Lucy R. Lippard inviava una…

Le retoriche di Manifesta. (Un)pinning the butterfly

“Come è possibile tacere, censurare o cancellare i soggetti e gli oggetti che raccontano la costellazione dei rapporti economici, politici e di potere che manovrano la macchina espositiva?” Nel 1923 Aby Warburg annotava, nei diari medici del sanatorio, la visione di una ninfa che in…

Manifesta e le altre. (Un)pinning the butterfly

CONCEILED VISIBILITY. Unstable institutions Nel 2003, Carlos Basualdo definiva le Biennali come «istituzioni instabili» [i]. In quanto tali, scriveva, le biennali non codificano un canone se non quello di rispecchiare il fenomeno della globalizzazione e della tensione tra la centralizzazione e la diffusione dell’informazione nell’era…

The actors can’t act and the public can’t think*

«il tempo scorre, e se così non fosse, sarebbe una brutta prospettiva per coloro che non siedono ai tavoli d’oro». «perché le cose sono come sono, le cose non rimarranno come sono». Bertolt Brecht   Le  due audioguide (composizioni sonore, performative e teatrali) costituiscono un…

Surjoué le théâtral* Sull’opera di Peter Friedl

«Se dovessimo invitare l’autore senza mezzi termini ad affrontare i suoi personaggi per una dichiarazione sulla natura del suo impegno, lo sentiremmo dire: “Mi rifiuto di sfruttare liberamente il mio talento”; Lo uso come educatore, politico e organizzatore. Non c’è nessuna critica alla mia attività…

The good woman, the bad woman di Ding Yangzhong

Nel 1987 “The Good Woman of Szechuan” è stata messa in scena al Szechuan Theater. La storia originale di Bertolt Brecht era stata adattata alle varie tecniche dell’opera del Sichuan con un significativo processo che, tuttavia, ottenne molto successo. Il lavoro di Wei Minglun “La…

The Exhibition and the Display, di Martin Beck

Che cosa significa esposizione? E cosa indica il display che, nel campo dell’arte, è costantemente confuso con l’esposizione e il processo dell’exhibition-making? A quale scopo e logiche rispondono le fenomenologie del mostrare? Ma soprattutto quale potere esercita il display su ruoli e funzioni dell’atto espositivo,…