Categoria: art criticism, history and theory

Earthkeeping, Earthshaking – art, feminisms and ecology

Intervista a Giulia Lamoni e Vanessa Badagliacca.   Nel 1981 la rivista americana Heresies, orientata all’analisi del rapporto tra arte e politica da una prospettiva femminista, dedicava la sua tredicesima uscita alle relazioni tra femminismo ed ecologia; significativamente intitolata “Earthkeeping/Earthshaking”, comprendeva contributi di autrici di…

Il femminismo marxista della rottura, di Anna Curcio

Marx, il femminismo, la rottura. Con l’espressione «femminismo marxista della rottura» mi riferisco all’incontro proficuo e critico tra marxismo e femminismo radicale per come si è declinato a partire dal dibattito aperto dalla pubblicazione di Potere femminile e sovversione sociale di Mariarosa Dalla Costa nel…

Asja Lācis, mandorle e rivoluzione

Intervista ad Andris Brinkmanis, di Chiara Lupi.   «Una volta volevo comprare delle mandorle, ma non sapevo come si chiamassero in italiano e il venditore non capiva che cosa volessi da lui. Si fermò accanto a me un uomo che disse: “Posso aiutarla signora?”. “Con…

Geopolitiche curatoriali: Geeta Kapur tra mondi agonistici

Pubblichiamo un estratto del testo Curating across Agonistic Worlds di Geeta Kapur, la più autorevole storica dell’arte, critica e curatrice indiana, tratto dall’antologia Utopian Display. Geopolitiche curatoriali, a cura di Marco Scotini, primo libro di una collana editoriale promossa da NABA e pubblicata da Quodlibet.…

The Missing Planet, intervista a Marco Scotini

A trent’anni dalla caduta del muro di Berlino e dalla successiva dissoluzione dell’URSS, non si può evitare la domanda su come sia cambiato il mondo in questi decenni, privato della radicale alternativa che rappresentò per Settant’anni il Paese dei Soviet. Quello che allora doveva apparire…

Il femminismo delle zingare

di Elsa Finardi. «Questo è un libro fondamentale e altamente stimolante, che racconta un mondo di lotte e resistenze femministe trascurate sino a oggi» Silvia Federici   «[Il libro] ripropone e rilancia un principio pratico del femminismo radicale: la questione non è mai occuparsi di…

Vorrei scrivere nell’acqua: Dadamaino e Ewa Partum

di Manuela Della Monica.   «Il 21 settembre 1969 avrà luogo a Como, nelle vie e nelle piazze della città, la manifestazione CAMPO URBANO, interventi estetici nella dimensione collettiva urbana», così recita il comunicato stampa dedicato all’evento coordinato da Luciano Caramel. La manifestazione, creata per…

Bert Theis: Building Philosophy – Cultivating Utopia

Discorso di Enrico Lunghi per l’inaugurazione della mostra. Mudam, Lussemburgo, 29 marzo 2019.   Signore, signori, amici cari, da quando ci siamo conosciuti, io e Bert abbiamo spesso dialogato per fax: ognuno dei suoi scritti era un invito alla riflessione. In occasione dell’inaugurazione di questa…

Marisa Merz, l’Anti-Penelope

di Tommaso Trini. Arte e storia del lavoro. L’ultima mostra di Marisa Merz all’Attico di Roma, lo scorso marzo, ha presentato un insieme di lavori straordinariamente sereni ed è stata accolta con il consenso più unanime e caldo. Serenità e umanità da tempo assenti sulla…

The home as a battlefield

di Sandra Burchi. Districare il nodo genere-potere. Per un’analisi critica del domestico. I casi di Louise Bourgeois, Martha Rosler, Mona Hatoum.   Erano gli anni Quaranta del secolo scorso quando Louise Bourgeois lavorava alla sua serie Femme-Maison. La successione dei lavori mostra un corpo di…

Notes from the radical whirlwind

EDITORIALE di Elvira Vannini.   ……zzzz……… Qui è Ulrike Meinhof che parla agli abitanti della Terra. Dovete rendere pubblica la vostra morte. La notte del 9 maggio 1976, in una cella d’isolamento speciale della prigione di Stammheim dove, in attesa della sentenza, mi trovavo rinchiusa…

Por uma curadoria operária, di Ana Luisa Lima

«Essere rivoluzionario è la professione naturale di un intellettuale» Mario Pedrosa, intervista al Pasquim   Nell’ultima domenica di novembre del 2018 si è confermata una tragedia nel mio paese. La farsa e la violenza sono state le strategie impiegate per eleggere un fascista come 38°…

Birgit Jürgenssen. Unleashing the female body

di Luise von Nobbe. «All’inizio degli anni Settanta, in Austria, il movimento femminista prende piede. Alcune di noi si sono impegnate in questo fin dalla fase iniziale e parlavano del bisogno di presentare artiste nelle gallerie molto più frequentemente. Poi alcune di queste donne sono…

Let them be luxury goods#3

di Giulia Carletti. Spunti per una ricerca sull’influenza a breve termine del “campo economico” sull’autonomia relativa del “campo della cultura” PARTE III Economia del capitale materiale come logica per le dinamiche culturali Seguendo i precedenti capitoli (Let them be luxury good#1 e il successivo Let…

Art against Housework, di Jacopo Galimberti

«Sempre di più le donne vogliono scrivere far musica, dipingere […]. È sicuramente una ribellione ad un sistema che impadronendosi della nostra creatività l’ha resa consenziente e complice della nostra oppressione. Creatività di consenso […] nella produzione e ri-produzione della forza-lavoro, nell’arredo della casa, nell’abbellimento…

Il soggetto femminista: imprevisto e disobbediente

«Fuggo le femministe-artiste (e viceversa): con l’alibi di potenziare l’espressione femminile mettono a profitto gli spunti esistenziali delle donne nel solo campo dove alligna il profitto, la cultura maschile, e tradiscono le compagne che non accettano di vendersi in cambio dell’identità sociale. Così, come femministe,…

C’est une époque qui se termine*

di Paolo Emilio Antognoli. Da qualche tempo raccolgo le mie annotazioni edite e inedite dalla fine anni novanta agli anni zero. Le rileggo come fossero di un altro. Gli eventi dell’ultimo decennio, fra crisi economiche, conflitti e rivoluzioni colorate, ci hanno costretti al cambiamento, a…

Evadere dal palcoscenico per distruggere le carceri

di Autonomia Artistica. Dal Living Theatre alle proteste nelle carceri italiane quando la teoria diviene prassi.   Quando nel 1947 Judith Malina e Julian Beck si recarono nell’appartamento dell’artista visivo newyorkese Robert Edmond Jones per esporre la loro idea di teatro, rimasero delusi dalla proposta…

How to take care of a radical feminism

«Oggi è il 14.09.2015. Ci troviamo nella sede di RAM radioartemobile a Roma per una conversazione su Carla Lonzi tra Angela Marzullo, Anna Cestelli Guidi e Dora Stiefelmeier»   ANGELA: Dora, potresti descrivere qual era il contesto privato e pubblico di Carla Lonzi quando scrisse…

Bert Theis e gli eredi illegittimi dei Situazionisti

Il sub-curatore Bert Theis, tra le soggettività plurali e insubordinate dei molteplici ruoli che ha rivestito – prima di tutto artista e militante, infaticabile organizzatore e intellettuale, pedagogo e docente, inflessibile filosofo e ironico utopista – aveva coniato un efficace inventario di termini critici, dei…

What is the sound of _____________?

di Giulia Mengozzi.   Quello che segue, a farvi compagnia per oltre 33300 battute, è un testo tratto dalla mia tesi di laurea magistrale in Arti visive e studi curatoriali, conseguita nell’ormai lontano 2014. La tesi si intitolava Pianissimo / Fortissimo ed era dedicata all’uso…

(Auto)biografia della metamorfosi: intervista a Ravi Agarwal

di Valentina Avanzini e Chiara Lupi.   “C’è qualcosa di sbagliato, se l’unico modo di comprendere il nostro coinvolgimento creativo nel mondo è chiamarcene fuori”: così Tim Ingold statuisce la necessità di fuoriuscire dagli schemi tradizionali dell’antropologia per ripensare lo stare al mondo dell’umanità in…

Good kitchens and bad towns

di Simona La Neve. «Le donne che una volta aspiravano a una carriera ora facevano carriera nell’avere figli» proclamava esultante la rivista Life, nel 1956, celebrando il ritorno delle donne americane al focolare domestico. Betty Friedan, La mistica della femminilità, 1963, p. 25.   «Una…

Womanhouse is not a home

«Il matrimonio è un contratto di lavoro», Christine Delphy. «Il ruolo della casalinga è un ruolo di famiglia, si tratta di un ruolo femminile. Eppure è un lavoro», Ann Oakley.   Il 30 gennaio 1972 inaugurava la WOMANHOUSE: un display femminista, uno spazio performativo e…

Let them be luxury goods #2

di Giulia Carletti. Spunti per una ricerca sull’influenza a breve termine del “campo economico” sull’autonomia relativa del “campo della cultura” I disegni sono di Dan Perjovschi. PARTE II   Ora, dopo aver riportato tramite vari studi [Let them be luxury good #1] un successo della…

Let them be luxury good #1

di Giulia Carletti. Spunti per una ricerca sull’influenza a breve termine del “campo economico” sull’autonomia relativa del “campo della cultura”   PARTE I   Cercare di stabilire una correlazione diretta tra i produttori e il gruppo sociale da cui traggono il loro sostegno economico (collezionisti,…

Dao in Weeds, di Zheng Bo

Abbiamo urgentemente bisogno di trovare diversi modi per vivere su questo pianeta. Siamo in grado di stabilire accordi commerciali globali, costruire infrastrutture ad alta velocità, rilevare onde gravitazionali e modificare i genomi, ma ancora non sappiamo come vivere equamente tra umani e altri esseri. Sin…

Addio agli eroi, di Ana Luisa Lima

«Sebbene sembri paradossale, credo che il ritorno della destra sia solo una prospettiva storica che può essere osservata in un orizzonte temporale più ampio. È un ritorno illusorio e transitorio: da un lato, non è mai scomparsa, ed è stata a lungo una vera base…

Il pittore femmina*

«All’inizio ho rinunciato all’amore per un ragazzo, con il quale sono tutt’ora in contatto, scegliendo di stare con Sanfilippo, un uomo con cui condividevo la passione per l’arte e che mi apriva la strada alla pittura. Per dieci anni non ho venduto un quadro e…

Le retoriche di Manifesta. (Un)pinning the butterfly

“Come è possibile tacere, censurare o cancellare i soggetti e gli oggetti che raccontano la costellazione dei rapporti economici, politici e di potere che manovrano la macchina espositiva?” Nel 1923 Aby Warburg annotava, nei diari medici del sanatorio, la visione di una ninfa che in…

Manifesta e le altre. (Un)pinning the butterfly

CONCEILED VISIBILITY. Unstable institutions Nel 2003, Carlos Basualdo definiva le Biennali come «istituzioni instabili» [i]. In quanto tali, scriveva, le biennali non codificano un canone se non quello di rispecchiare il fenomeno della globalizzazione e della tensione tra la centralizzazione e la diffusione dell’informazione nell’era…